Inaugurata in occasione del centenario della Società Monteponi, la Foresteria fu realizzata in un periodo in cui le incertezze e le difficoltà legate al periodo bellico erano ormai superate; infatti, essa occupa un locale caratterizzato da linee architettoniche, attrezzature e arredamenti decisamente moderni per la sua epoca.
Simbolo del rilancio della società, lo stabile era il centro nevralgico della vita dei dipendenti: al suo interno accoglieva la mensa, gli alloggi (veniva, appunto, definito quale “albergo”) e le sale del Circolo degli Impiegati.
Il paesaggio in cui si inserisce possiede caratteristiche uniche, di grande forza espressiva, poiché testimonianza della storica, e spesso discordante, coesistenza tra attività antropica e ambiente naturale.
Monteponi ha rappresentato a lungo un importante sito minerario: l’attività estrattiva nel territorio ha origini molto remote, tuttavia è solo dalla seconda metà dell’Ottocento, con la fondazione della Società Monteponi (gruppo ligure-piemontese), che l’area divenne emblema di efficienza industriale a livello europeo, fino alla sua chiusura alla fine degli anni ’90 del Novecento.
La Foresteria di Monteponi costituisce la prima opera realizzata in Sardegna dal celebre architetto milanese Carlo De Carli (1910-1999). Nel raffinato salone trovano collocazione un affresco a tutta parete (La miniera) dell’artista di origine sarda Aligi Sassu e una pregiata scultura parietale in terracotta (Caccia al cinghiale) di Agenore Fabbri; l’allestimento era completato dagli eleganti arredi disegnati dal de Carli. La Foresteria costituisce un mirabile esempio di sperimentazione e integrazione artistica: le tre opere rientrano in una concezione unitaria che lega, in un connubio virtuoso, scultura, pittura, architettura e design.

